“Cessate il fuoco ora”: Rete Welcoming Asti alla manifestazione regionale per la Palestina a Torino

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Sabato 3 febbraio a Torino, si terrà la manifestazione regionale per la Palestina “Cessate il fuoco”, con concentramento e partenza da Ponte Mosca (Corso Giulio Cesare, 15), dalle 14.30 e arrivo in piazza Castello. La manifestazione è stata indetta dal comitato Torino per Gaza “Contro l’indifferenza, contro l’idea che tanto non si può fare niente e che tutto questo non ci toccherà direttamente, manifestiamo tutt* insieme perché questa tragedia abbia fine! Per un cessate il fuoco immediato e permanente. Per lo stop alle armi a Israele. Per corridoi sanitari. Per la fine dell’occupazione”.

Diverse persone e realtà della Rete Welcoming Asti saranno presenti e parteciperanno all’iniziativa partendo da Asti nel primo pomeriggio.

Per informazioni e contatti: welcomingasti@gmail.com


“Immagina che un giorno tutto ciò che possiedi, dalle lenzuola, ai libri, ai ricordi della tua infanzia, ai documenti che ti servono per dimostrare chi sei, tutto venga spazzato via e distrutto, non hai più niente e non hai neanche da mangiare. Non hai un tetto sulla testa, non hai di che vivere, dipendi dalla mano caritatevole delle Nazioni Unite. Ma come si fa a dare da mangiare a 1 milione e 900 mila persone quando piovono bombe? Questo è il nocciolo del problema. Inoltre il governo di occupazione israeliano non permette l’ingresso dei convogli umanitari necessari. Si parla di catastrofe umanitaria: più del 50% della popolazione è affamata, ci sono molte aree in cui 9 famiglie su 10 non bevono e non mangiano neanche una volta nell’arco temporale delle 24 ore, pensate anche alle donne incinte ed ai bambini. L’impatto di questa realtà inciderà su questo popolo per generazioni … L’obiettivo di questo assalto è la pulizia etnica. Storicamente, lo stato di occupazione israeliano porta avanti sfollamenti forzati della popolazione palestinese e deportazioni, è la storia della “Nakba” che si ripete, anche nel 1947 cominciò così e ce ne fu un’altra nel 1967, con 350 mila persone che furono sfollate ed a cui non è mai stato consentito di rientrare: la pulizia etnica è una realtà”. Dichiarazione di Francesca Albanese, Relatrice Onu per i Territori Occupati, 12 gennaio 2024.

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