Come molti altri genitori in questi giorni che ci avvicinano al Natale rifletto sul tema dei regali di Natale, del rischio che i nostri bambini, nonostante la crisi economica, continuino a ricevere più giocattoli del necessario e le nostre case siano invase di carta e pacchetti.

Devo ammettere che quando ancora non avevo figli guardavo le cose da un punto di vista – direi – ineccepibile e socialmente condiviso: meglio pochi regali per non educare al consumismo e insegnare ai bambini il valore dell’attesa. Poi sono diventata mamma e molto in me è cambiato, tra cui anche questo tipo di approccio. 

Non voglio banalizzare il tema, so bene che ci sono tante famiglie che non possono scegliere quanti regali fare ai propri bambini e che esistonoanche ragioni di ordine etico ed ecologico per non esagerare che meriterebbero ben altro approfondimento,  ma vorrei comunque mettere a fuoco il fatto che anche nel nostro modo di fare regali c’è un messaggio educativo: la scelta del regalo e la quantità dei regali veicolano valori e messaggi.

Come dicevo la mia posizione è cambiata rispetto a quello che pensavo prima di essere messa davvero davanti alla situazione concreta e questo per due ordini di motivi: il primo è la mia personale gioia nel fare regali a mia figlia (regalini!), nel vederne la sorpresa e la contentezza, e il secondo è l’osservazione di cosa abbia provocato in lei il fatto di non farlaattendere e sospirare troppo. A volte, infatti, sono andata un po’ in crisi domandandomi se non stessi viziando troppo la bambina, se così facendo non stessi educando una piccola consumista, poi è accaduto qualcosa di davvero speciale. Mi sono resa conto, infatti, che mia figlia non soltanto condivide volentieri i suoi giochi, ma non capita mai che un bambino venga a casa nostra a giocare e vada via senza che lei gli regali qualcosa di proprio. Osservarla in questi suoi moti spontanei di condivisione mi ha tranquillizzata perché per me (è un discorso molto soggettivo, lo so) la generosità è un valore che viene prima anche della sobrietà.

In ogni caso, quale che sia la scelta dei genitori in questo campo, è importante ricordare che il “Natale dei regali” (non mi addentro qui sul senso religioso della festa) offreun’occasione educativa preziosa, se affrontato con un po’ di riflessività ed attenzione, e al tempo stesso consente ai piccoli di sperimentare – nel fluire ordinario delle cose – un momento di gioia pura e luminosa, un giorno nel quale i sogni si avverano e le sorprese sembrano non finire mai. E forse di questa luce e stupore abbiamo bisogno anche noi.

Paola Lazzarini 

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