In questi giorni post referendum una immagine mi è tornata spesso e volentieri davanti agli occhi ed è quella di Agnese Renzi in piedi che ascolta il discorso in cui suo marito ammette la sconfitta e dichiara che si dimetterà.

L’ho guardata e riguardata sorridere con dolcezza mentre lui si commuove ringraziando i suoi figli e ho pensato, ancora una volta, a quanto possa essere difficile e determinante essere una moglie. Avevo già avviato questa riflessione in questa pagina parlando del libro di Cinzia Sasso, moglie di Giuliano Pisapia, e mi piace riprenderlo oggi per parlare di questa donna sulla quale per mesi si sono scatenate critiche feroci e che è rimasta comunque lì, accanto a suo marito, con un sorriso e tanta tanta classe.

È brutta, è secca, viaggia per il mondo anziché restare in aula con i suoi studenti, viaggia a spese nostre, e chi più ne ha più ne metta. Quello che colpisce è che qualsiasi cosa questa donna abbia fatto in questi anni in cui Renzi è stato Presidente del Consiglio è diventato oggetto di critiche, benché la signora sia stata attentissima a non esporre il fianco ad attacchi.
Siamo in Italia, patria della MAMMA con tutte lettere maiuscole e lei è mamma di tre bambini e per amore loro, per garantir loro maggiore serenità, ha rinunciato a seguire il marito a Roma ed è restata da sola a Firenze. Quante altre avrebbero fatto questa scelta? Lei l’ha fatta.

I politici sono mangiasoldi e non sanno cosa sia il lavoro: lei non è una politica, è vero, ma ne ha sposato uno e potrebbe dedicarsi unicamente alla vita di rappresentanza e invece lavora tutti i giorni (tranne quando impegni istituzionali ne hanno richiesto la presenza altrove) e fa un lavoro che non è esattamente rilassante, come tutti i colleghi insegnanti ben sanno. Ha fatto il suo percorso da precaria e se ha attualmente un posto di ruolo vicino a casa è dovuto al suo punteggio, come è stato più volte dimostrato.

È elegante senza mai essere appariscente, mai fuori luogo, mai una parola di troppo. Garbata, colta, seria, con un cammino di impegno cristiano alle spalle.

Insomma tutto quel che poteva essere e fare per salvarsi dall’italico linciaggio Agnese lo è e lo fa, eppure… eppure è la moglie di Renzi e quindi liberi tutti! Allora diciamolo che è questo e solo questo il problema: essere la moglie di un uomo importante e sostenere suo marito, avrebbe dovuto dissociarsi, far finta di non conoscerlo e dimenticare diciassette anni di matrimonio.
A una donna si perdona poco, di certo non le si perdona che si prenda del tempo per stare vicino a un consorte impegnato in un ruolo pubblico, ma il fatto di starsi vicini l’un l’altra è fondamentale in alcune stagioni della vita e, per quanto possa essere oggi poco apprezzato socialmente, è uno spazio di libertà che le donne si possono e devono prendere. Se ci si vuole bene e si crede in ciò che l’altro sta facendo è necessario che moglie e marito si sostengano a vicenda e io credo che, per quanto ciascuno di noi abbia una opinione sull’azione di governo di Renzi, sua moglie abbia fatto benissimo ad avere fiducia in lui e a stargli vicino.

Con tutti i limiti del caso, questa coppia ha scelto insieme di avventurarsi in una strada impervia, impervia perché prendersi responsabilità oggi in questo Paese è un compito ingrato e di gente che faccia la fila per assumersi grosse responsabilità in tutti i campi, dall’educativo (coi rimpalli tra scuola e famiglia), al sociale, per non parlare della politica, non ne vedo. Siamo tutti bravi a criticare dal salotto di casa, a prenderci una fetta di torta senza sporcarci le mani, urlatori professionisti che raccontano storie bellissime e alla prova dei fatti evaporano come un cigno di ghiaccio in una giornata di sole. In questo scenario chi ancora si prende la briga di fare cose, imperfette sicuramente, ma di farle va ringraziato e sostenuto. Soprattutto da chi ne è consorte, ne condivide – cioè – la sorte. Se poi è una donna come noi, mamma, lavoratrice e non perfetta ancora meglio!

Paola Lazzarini 

Patrocini progetto Collaborazioni progetto