Come molte mamme anch’io mi ritrovo spesso e (più o meno) volentieri a guardare i cartoni animati con mia figlia, inizialmente per selezionarli e poi anche per aiutarla a decodificarne i messaggi.

Ultimamente mi sono quindi trovata a riflettere su una dimensione di cui tanto si parla nella pedagogia e nella didattica e che però rischia di restare spesso schiacciata da altre, più pressanti, urgenze: la dimensione cooperativa.

A suggerirmi questa riflessione è, in particolare, un cartone animato italiano da poche settimane trasmesso su Raiyoyo e prodotto dall’ideatore e produttore della fortunata serie Winx club, il cartone si chiama Regal Academy e racconta le avventure/disavventura dei nipoti di personaggi delle fiabe alle prese con una scuola molto particolare. La storia, come si evince, non è particolarmente originale e la qualità delle vicende non è proprio geniale, ma un aspetto mi ha colpita: i ragazzi protagonisti, studenti alla Regal Academy, e nipoti di Cenerentola, Biancaneve, la Bestia, Raperonzolo e il Principe Ranocchio sono – fin dall’inizio dell’anno scolastico– riuniti in un gruppo e valutati in base al risultato del gruppo. In pratica se vincono tutti il gruppo vince, ma se uno solo fallisce perdono tutti quanti. Si tratterà probabilmente di un escamotage narrativo, generato dal fatto che le storie con più personaggi attirano maggiormente i bambini, favorendo l’immedesimazione nell’uno o nell’altro personaggio, ma a livello educativo trovo che ci dica qualcosa di interessante.

A parte rari esempi, limitati nel tempo, la nostra scuola tende a favorire sistematicamente la riuscita del singolo, la sua affermazione individuale, mentre le occasioni di lavorare in gruppo sono percepite quasi come pause un po’ fastidiose nell’avanzata del cammino individuale. Invece qui si vedono individualità forti e non portate naturalmente alla cooperazione (ad esempio il personaggio di Astoria), imparare il valore di cooperare ed anche il vantaggio che viene dalla diversità di cui si compone il gruppo di lavoro. Lo ammetto: il cartone non mi piace, ma questo elemento me lo fa rivalutare ed è la ragione per cui lo faccio vedere a mia figlia!

Sono convinta, infatti, che se la scuola facesse prevalere la cooperazione sulla competizione avremmo presto cittadini e lavoratori più efficaci e orientati al bene comune e – a volte – anche un cartone animato può aiutarci a ricordarlo.

Paola Lazzarini 

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