Il prossimo 25 novembre sarà la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, una commemorazione istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e fissata in questa data a ricordo delle tre sorelle Mirabal, uccise durante il regime dominicano di Rafael Leonidas Trujillo nel 1960.

In tutto il mondo si svolgeranno azioni di sensibilizzazione rivolte in particolare agli uomini e alle giovani donne e anche nella nostra Provincia sono in programma eventi molto significativi legati alla manifestazione “Tela libera tutte”, voluta dalla Consigliera di Parità della Provincia, Chiara Cerrato.

Si tratta di un tema di tale importanza per tutta la comunità che non può essere derubricato ad una giornata tra le altre, perché questa è davvero un’occasione privilegiata per approfondire, educare, anche svelare le trame sotterranee che la violenza di genere percorre.

Racconta la dottoressa Cerrato, a partire dalla sua esperienza di sensibilizzazione sul tema nelle scuole: “ Che ne sapevo io dell’amore…pensavo fosse così.Lo dice la giovane protagonista al brigadiere dei Carabinieri a cui denuncia di essere stata derubata di tutti i suoi sogni. “Piccole cose di valore non quantificabile” è un cortometraggio, vincitore di numerosi riconoscimenti da parte della critica, ma anche del pubblico, che colpisce dritto al cuore.Parte sommesso, irriverente, giocando sulle abituali barzellette sulle forze dell’ordine per poi diventare un urlo, fatto sottovoce, ma così sofferente da far venire i brividi.Quando vengo chiamata negli istituti di secondo grado e di formazione professionale per una lezione sulla parità e le pari opportunità solitamente concludo il mio intervento con questo filmato, previa autorizzazione dei professori referenti.

L’ho visto tante volte perciò mi soffermo ad osservare i volti delle ragazze e dei ragazzi: le espressioni del viso, i gesti tra loro, le risatine iniziali ed il silenzio finale….e credo, ogni volta, di averli portati a riflettere su questo tremendo fenomeno, a volte non eclatante ed appariscente come il femminicidio o le lesioni gravi che appaiono in televisione e sui giornali ma silenzioso, quotidiano, devastante. Come Consigliera, ma anche come prof. e soprattutto come mamma di una ragazza quindicenne, ritengo dovere di tutte e di tutti l’impegno costante, nei modi e in base alle capacità che ognuno ha, di educare i nostri ragazzi, e le nostre ragazze, alla cultura del rispetto. Dunque ben vengano tutte le iniziative che abbiamo intrapreso in questo periodo, in occasione del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne ma che esse non si fermino a un giorno, o a una settimana perché queste piccole cose di valore non quantificabile non devono essere strappate a nessuna bambina, ragazza,donna”.

È un’occasione, quindi, questo 25 novembre e sta ad ognuno di noi coglierla, perché anche quando pensiamo che non ci riguardi, in realtà dobbiamo ricordare che si tratta di drammi vicinissimi, magari nella casa dei nostri dirimpettai, di parenti, conoscenti o che potrebbero riguardare le nostre figlie, nipoti, allieve. Prendere coscienza della vicinanza e smettere di sottovalutare sono le premesse per costruire una cultura del rispetto della donna, che nasce da molto lontano, dall’evitare un certo tipo di linguaggio in famiglia, dall’educare i figli maschi ad un rispetto reale e non di facciata delle donne e bambine con cui si relazionano. Come tutti i processi culturali è lento e faticoso, ma dobbiamo credere ed agire perché continui, perché qualcosa realmente cambi, perché nessuno donna debba mai più avere paura degli uomini.

Paola Lazzarini 

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