Iniziato con previsioni a dir poco preoccupanti, il 2016 vinicolo si è invece chiuso con una vendemmia particolarmente positiva, i cui frutti stanno già dando segni evidenti di alta qualità.

E’ questo il bilancio dell’annata 2016 che la Cantina sociale di Vinchio e Vaglio Serra ha presentato nei giorni scorsi agli operatori della comunicazione riuniti per l’ultimo incontro-stampa dell’anno concluso con un brindisi augurale all’ormai imminente 2017.

Un bilancio – ha affermato il presidente Lorenzo Giordano, affiancato dal vicepresidente Balbo e dall’enologo Giuliano Noè – che presenta segni più per tutte le voci (vendita di bottiglie – un milione e 300mila - e di bag-in box – quasi 400mila, ma anche i fatturato Italia ed estero, per un totale di quasi 8milioni e mezzo di euro e prezzo medio delle uve corrisposto ai soci di 7,95 euro al mg. che diventa di 8,35 per le sole uve Barbera) ma soprattutto segna una forte crescita di presenze e visitatori alle varie iniziative di promozione del territorio di cui la Cantina si è resa protagonista da quando è diventato operante il riconoscimento di Patrimonio dell’Unità Unesco per la colline del Barbera”.

E’ proseguita, infatti, anche per tutto il 2016 la serie di iniziative, attuate in collaborazione con i Comuni di Vinchio e Vaglio Serra, per la miglior conoscenza del paesaggio agrario e naturale dei vigneti da cui originano i celebri vini della Cantina che sconfinano nella Riserva naturale della Val Sarmassa. Tra queste si segnala la realizzazione dei Percorso dei nidi che permetterà di raggiungere a piedi la Riserva tra sentieri nel verde e aree di sosta attrezzate.

Da una vendemmia che è stata – come ha affermato l’enologo Noè – una delle più straordinarie a cui abbia assistito nella mia lunga esperienza professionale, per la eccezionale coesione verificatasi tra conferitori e cantina nell’affrontare il problema delle uve grandinate (la Cantina ha deciso di pagarle allo stesso prezzo di quelle non toccate dal maltempo a patto che si effettuassero due raccolte separate) ai progetti per il prossimo anno che vedranno andare finalmente sul mercato un insolito, per le colline della Barbera, Pinot nero e proseguire il percorso per avere tra un paio d’anni un “Alta Langa” spumante targato Vinchio e Vaglio.

Ma nel 2017 cadrà anche il trentesimo anniversario del “Vigne vecchie”, la selezione di Barbera d’Asti superiore docg, punto di partenza, dopo i tormentati anni del “metanolo”, della svolta verso la qualità assoluta da parte della Cantina. Per celebrare degnamente la ricorrenza si sta predisponendo in queste settimane un ambizioso programma che prevede, tra l’altro, degustazioni in molte grandi città italiane ed in alcuni celebri ristoranti della penisola ed alcune interessantissime “verticali” storiche in Cantina.

Su quanto stia avvenendo in questi mesi “intorno” alla Cantina sono intervenuti i sindaci di Vinchio, Andrea Laiolo, e di Vaglio Serra, Cristiano Fornaro, entrambi d’accordo nel considerare la Viticoltori Associati come la realtà di riferimento per tutte le iniziative dei loro due municipi.

A Vaglio Serra - ha spiegato Fornaro - proprio grazie alla notorietà della Cantina si è insediato da qualche tempo un importante gruppo di imprenditori svedesi che hanno già magnificamente ristrutturato due edifici storici del paese trasformandoli in affascinanti strutture di accoglienza destinate ad ospitare correnti turistiche di alto livello, anche economico.

A Vinchio, comune proprio nei giorni scorsi classificato al primo posto nel concorso indetto dalla Regione Piemonte “Dopo l’Unesco, Agisco”, sono stati appena conclusi i lavori per la risistemazione della piazza principale del paese, mentre – ha commentato Laiolo – è imminente l’avvio di quelli per la realizzazione, sull’altura del “castello”, di uno dei sei “Belvedere” dell’intera area patrimonio mondiale dell’umanità.

Infine, e qui torna nuovamente in campo la Cantina sociale, è in fase di avanzata progettazione la risistemazione dell’ex campo di calcio di Regione San Pancrazio per adattarlo ad area di sosta per camper ed a “deposito” di biciclette ad uso di chi vuol andare alla scoperta di un paesaggio agrario che ha davvero pochi rivali.