Anche da un piccolo paese dell’astigiano come Cerro Tanaro in molti, tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900, emigrarono verso l’Argentina, questo, però, non interruppe i legami affettivi tra il paese e le persone che se ne andarono.

Infatti dagli anni 20 del secolo gli emigranti sostennero le spese per ristrutturare i locali della Confraternita SS.ma Trinità ed adibirli ad uso dell'asilo infantile.

L’Amministrazione di Cerro Tanaro, sabato 28 maggio, ha accolto nella Sala Consigliare il nipote di uno di quegli emigranti cerresi divenuto Ambasciatore della Repubblica Federale Argentina, presso la sede di Berna in Svizzera.

Durante l’incontro, a cui hanno partecipato anche i suoi parenti residenti a Cerro e nell’astigiano, l’Ambasciatore Antonio Trombetta, accantonato il linguaggio diplomatico ha voluto ricordare l’importanza dell’avere salde le radici in quello che è stato il paese natale delle famiglie. Radici che non fanno venire meno l’amore per il paese in cui si vive ma danno un senso al proprio essere.

L’incontro, dopo lo scambio di doni, è proseguito con un breve intervento di Padre Luigi Testa, Superiore Provinciale Oblati di San Giuseppe e cugino dell’Ambasciatore.

Infine la Proff.ssa Piera Medico ha illustrato alcuni passi di una sua ricerca sui fenomeni migratori dall’astigiano verso l’Argentina soffermandosi in particolare su un aspetto molto particolare e specifico delle nostre zone: quello dei migranti stagionali. “Le golondrinas”, le rondini, che due volte all’anno attraversavano l’Oceano Atlantico seguendo l’andamento delle stagioni e dei raccolti.

Terminato il momento istituzionale, il piacevole incontro è proseguito con la celebrazione religiosa, la visita del paese ed in particolare della Confraternita.

La società tamburellistica Cerrese ha omaggiato gli ospiti con un’esibizione delle squadre giovanili e la giornata si è conclusa con un momento conviviale presso il Circolo ACLI.

cerro tanaro

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