L'obiettivo è stato definito: la riapertura delle linee ferroviarie, a partire dalla Milano-Casale-Alba, nel territorio dell'Unesco. Adesso si guarda a come raggiungerlo.

Insediatosi in Municipio nei giorni scorsi, il Tavolo tecnico propositivo sulla mobilità sostenibile ad Asti e nei territori dell'Unesco è pronto ad attuare le azioni per far giungere ai soggetti competenti la proposta sulla riattivazione delle linee in un'ottica di rete metropolitana ferroviaria: un servizio rivolto sia all'utenza pendolare (la cui consistenza andrà però rafforzata rispetto al passato) che a quella turistica, oggi maggiormente attratta verso i territori del Basso Piemonte dopo il riconoscimento Unesco.
Nelle prossime settimane il Tavolo tecnico concentrerà il proprio lavoro sulle amministrazioni comunali, in modo da allargare la platea di interesse. Si partirà dal contattare i centri maggiori di Asti, Casale, Alba, Nizza Monferrato e Canelli per poi costruire un grande fronte comune con il coinvolgimento dei circa cento centri compresi nel sito Unesco "I Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato". Già messo in agenda un incontro, a febbraio ad Alba, tra i rappresentanti del Tavolo tecnico e i sindaci.

"La proposta sulla riattivazione della Milano-Casale-Alba - ha sottolineato in Municipio Giovanna Beccuti, presidente dell'Asp - sarà più forte se sostenuta da tutti gli amministratori locali: avremmo una carta più forte da giocare con la Regione e l'Agenzia per la mobilità piemontese, soggetti deputati a decidere". Roberto Cerrato, direttore dell'Associazione per il Patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, ha ricordato come, in fase istruttoria, i commissari Unesco "domandarono se sul territorio gli impianti ferroviari fossero funzionanti", a riprova dell'utilità degli stessi in chiave di servizio ordinario e turistico.
Gli architetti Domenico Catrambone, nominato presidente del Tavolo tecnico, e Giovanni Currado, che ha firmato in passato il progetto sulla metropolitana leggera, nei prossimi giorni lavoreranno a un documento che informi i Comuni sugli obiettivi che si vogliono raggiungere e che proponga loro un'alleanza d'intenti.
Quanto al progetto da sottoporre all'attenzione delle istituzioni competenti, è stato ribadito, dovrà essere "economicamente sostenibile e creare sinergia tra i bus e i treni". "Applicando anche - ha indicato Valter Lanfranco, consulente logistico - le migliori soluzioni tecnologiche".
Per Gianfranco Miroglio, presidente del Parco paleontologico astigiano, "si dovrà mettere a punto una proposta appetibile, basata sui richiami indiscussi che il nostro territorio può vantare sotto il profilo culturale e paesaggistico. Non possiamo purtroppo nasconderci che partiamo dinanzi a una enorme difficoltà: oggi non ci sono segnali di interesse a riaprire le linee da parte di RFI".

"Uno dei passi più urgenti da fare - ha indicato Marco Devecchi, presidente dell'Osservatorio del paesaggio per il Monferrato e l'Astigiano - è chiarire con il presidente Paolo Filippi quali sono in questo momento le priorità del Bacino Sud Est dell'Agenzia della mobilità piemontese, impegnata a definire il piano triennale del trasporto pubblico locale".
Il Tavolo tecnico ha, dalla sua, una forte motivazione sulla mobilità sostenibile e una fotografia del territorio che indica già attualmente segnali e azioni incoraggianti: dai turisti stranieri che privilegiano il treno al mezzo privato (aspetto indicato da Giancarlo Dapavo di Legambiente) ai progetti sulla sentieristica o sulla pista ciclabile Terre dell'Unesco, di cui è capofila la Provincia di Asti, dalle associazioni che promuovono treni storici turistici alla stazione d'interscambio treno-bici già funzionante a Cerro Tanaro.



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