L'accordo tra le persone è alla base della convivenza civile.

Questo accordo può riguardare di volta in volta aspetti patrimoniali o comportamentali come nel caso dell'impegno a fare o non fare determinate azioni. L'istituto giuridico che regola ogni tipo di accordi tra due o più persone è il contratto e tutte le legislazioni stabiliscono i termini che riguardano questo importante strumento sociale.

Anche la stretta di mano che seguiva l'accordo di compravendita di beni nei mercati era il suggello un contratto, anche senza forma scritta. I contraenti avevano la reciproca fiducia nella serietà ed affidabilità dell'altra parte e la stretta di mano era più che sufficiente a garantire l'onorabilità degli impegni presi.

Con lo sviluppo dei commerci anche in senso geografico e la complessità dei contenuti, la forma scritta ha preso il sopravvento e il ricorso al contratto ha coperto nuove esigenze relazionali private e pubbliche. Dal contratto matrimoniale, per regolare aspetti patrimoniali e comportamentali dei coniugi, al contratto politico per regolare i rapporti tra capi o padroni di una organizzazione politica ed i suoi esponenti con responsabilità amministrative pubbliche.

L'estensione del ricorso al contratto anche a rapporti che dovrebbero basarsi sulla fiducia incondizionata tra le parti è un chiaro sintomo del degrado morale a cui sono arrivati questi rapporti.

Far firmare una carta al dirigente politico di un partito è un tentativo neanche tanto celato di condizionare i suoi comportamenti al volere della parte che detiene maggior peso contrattuale. La legge prevede di tutelare i consumatori dalle clausole vessatorie che spesso vengono inserite sui contratti prestampati mentre negli altri casi non è sempre facile individuare con certezza le parti più deboli.

Stabilire forti penali pecuniarie in caso di disubbidienza alle regole fissate dal capo-padrone è un chiaro esempio di clausola vessatoria. In mancanza di vincoli ideologici e di affinità di intenti per mantenere un minimo di coesione di gruppo non rimane che ricorrere alle carte bollate. Non si saprà mai se un politico agisce secondo coscienza e secondo le aspettative dei propri elettori oppure semplicemente per non trasgredire alle clausole contrattuali che prevedono penali monetarie.



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